Paolo malaiuti
19 AGO 20

Nelle operazioni secolari non conta se ci sono perizie o se ne mancano, masolo se si ha fortuna o no. Napoleone nella scelta dei suoi generali non siinformava da quale accademia provenissero, ma solo se avessero fortuna, come uno che sa che sul campo di battaglia quello che conta è il favore della Vittoria che incorona chi vuole. Davide fu unto contro ogni maggiorascato, così un politico che si cinge di una corte dovrebbe badare alla fortuna dei suoi collaboratori, ben sapendo che quelli che ti sono amici nella ventura facilmente ti accoltelleranno nella sventura. Da Giuda ad Alfano la storia si ripete, perché chi riceve la vita da un altro, per sé non ne ha abbastanza per reciprocarla, perciò "Vae victis!. Il badoglismo di cuiparla il direttore appartiene non solo alla costituzione morale degliitaliani, ma a tutti coloro che di fronte alla morte tremano per la propriavita.Berlusconi avrebbe dovuto scegliere con più accortezza i suoicollaboratori; alcuni come "buonaiuti" portano nel loro nome il presagiodella sfiga che li accompagna, per antonomia. Così del mite Paolo sipotrebbe dire "malaiuti", se proprio dir si vuole.Un uomo che volge al declino della sua vita politica e biografica, che nonsi è mai distinto se non per essere stato il copricapo di Berlusconiavrebbe dovuto (quand'anche avesse subito intollerabile offesa) ritirarsi avita privata e silenziosa, come il papa, gemendo per la persecuzione del suomèntore e rendendo grazie per tutti i benefici ricevuti. Invece come tuttii piccoli uomini si fa grande sui coturni dei suoi nemici; I sondaggi dannoin calo l'ex Cav. sperando nell'effetto cumulo al ribasso nell'opinione deisuoi fans; noi stiamo sugli spalti a guardare per vedere se la stella chel'ha accompagnato fino al gelo di Mosca ne consenta la ritirata con onore.